Strategie di neuromarketing per b&b

Il mondo del turismo è in continua crescita nel nostro Paese. Dopo la pandemia, il boom di presenze ha portato a cospicui incassi per hotel, b&b e altre strutture ricettive. Vuoi ottenere anche tu questi risultati oppure vuoi mantenerli nel tempo, a prescindere dalle circostanze esterne? Esistono precise strategie di neuromarketing per farlo!

Parla al cervello delle persone: il neuromarketing è la via maestra

Non mi stancherò mai di dirlo: se vuoi vendere e avere successo, devi prima di tutto ricordare che ti rivolgi a persone e non ad automi. Le persone sono fatte di carne e ossa, di emozioni e di ricerca continua della felicità. Più sarai in grado di stimolare il loro cervello verso ciò che lui stesso desidera, più le attrarrai a te!

Il neuromarketing, la disciplina che applica al marketing tutte le evidenze scientifiche delle neuroscienze, ci aiuta a capire come funziona davvero il cervello umano e come portarlo ad agire come noi vorremmo; per questo rappresenta la via maestra per business con cifre da capogiro, in qualsiasi settore e in qualunque parte del mondo. Lo sa bene anche Booking.com, il portale internazionale dedicato alle strutture ricettive che rappresenta anche uno dei siti web con il più alto di conversione al mondo e che, ogni giorno, applica almeno 6 strategie di neuromarketing.

1. Facilità cognitiva

Ricordi il detto “chi nasce tondo, non muore quadrato”? Seppure esistano persone inclini al cambiamento radicale, grazie al loro impegno, secondo la scienza il nostro cervello è pigro e restìo allo sforzo. Per tale ragione una facile esperienza di navigazione dell’utente sui siti web è fondamentale per trasformarli in clienti.
Booking.com, oltre che scegliere un’interfaccia molto intuitiva, suggerisce al suo pubblico le soluzioni: consiglia strutture simili se manca la disponibilità in quella preferita o se si rende conto che il budget  della persona è diverso dalle aspettative; completa i nomi delle città nella barra di ricerca delle località (es. se si scrive “RO”, il sistema suggerisce “Roma”, “Romania”, etc).

2. Avversione alla perdita

Il cervello umano odia perdere. E lo odia così tanto da impiegare tante energie per evitare che quest’eventualità si concretizzi.
Booking.com, dunque, mostra prima tutte le “perdite” delle strutture non più prenotabili e poi tutte le opportunità ancora in essere. In questo modo l’utente è spinto a finalizzare subito l’acquisto, per evitare di “perdere ancora” occasioni. 

3. Scarsità

Hai mai provato la sensazione di dover “far presto” a tutti i costi per finalizzare il tuo acquisto, perché in negozio erano rimasti soltanto pochissimi pezzi di ciò che desideravi avere a casa tua?
Magari quell’oggetto non era neppure così necessario, ma non sei riuscito/a a resistere alla tentazione di comprarlo subito.
Booking.com, come il colosso Amazon, conosce bene questo meccanismo e indica che “restano solo 2 camere disponibili per quella data” agli  utenti interessati.

4. Ancoraggio

Tutti vogliono risparmiare ma, se ci pensi bene, non lo fanno davvero e continuano a comprare anche ciò che non serve, purché credano di aver “fatto un affare”.
Puoi generare questo pensiero nel tuo potenziale cliente presentando un prezzo più elevato, “ancorando” così il suo cervello a quel valore. Ti basterà subito dopo offrire la sistemazione a un prezzo inferiore per fargli credere di “non poter dire di no”. 

5. Riprova sociale

Come fidarsi di ciò che non si conosce? Come acquistare un soggiorno in un luogo che non si ha mai visto e che, fino a quel momento, esiste soltanto in una foto?
Basta leggere “quello che le persone dicono”. In fondo, ci è sufficiente la parola degli altri per ritenere qualcosa di cui non abbiamo esperienza come corrispondente o meno ai nostri desideri. Recensioni e stelline diventano dunque fondamentali per Booking.com per incrementare le sue vendite.

6. Etica

Tutti proviamo sensi di colpa, indipendentemente dalla qualità dei nostri pensieri e delle nostre azioni, e tutti desideriamo essere buoni, avere anche soltanto l’illusione di contribuire al “bene” nel mondo. Lo dimostra il successo delle campagne di “green washing”. Così anche Booking.com indica le strutture maggiormente rispettose dell’ambiente, per le quali le persone si mostrano più disposte a spendere denaro. 

Il tuo b&b non conosce competitor

Se il 2023 non è andato come speravi o se non riesci a far crescere il tuo business al ritmo desiderato, so quello che stai pensando: stanno sorgendo nuovi b&b ogni giorno e la concorrenza diventa sempre più spietata.

Mi dispiace contraddirti, ma l’andamento del mercato ci suggerisce che la domanda continua a crescere e che per questo molte strutture siano andate in overbooking. Inoltre, gli strumenti di neuromarketing non funzionano soltanto sui potenziali clienti già presenti sul tuo territorio, ma anche su quelli che si trovano in tutto il resto del mondo e che possono raggiungerti se attratti da “un’offerta irresistibile”. Ciò significa che, potenzialmente, il tuo b&b non conosce competitor. 

Se vuoi ottenere maggiori risultati, dunque, non devi far altro che applicare queste e altre strategie di neuromarketing. Per conoscerle tutte, senza grandi investimenti di tempo né di denaro, ho creato per te due corsi scritti che non hanno eguali:

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