come emergere sui social secondo le neuroscienze

Hai presente quando sei a una festa affollata e riesci comunque a sentire qualcuno che pronuncia il tuo nome dall’altra parte della stanza? Questo fenomeno, scoperto nel 1953 dal ricercatore Colin Cherry dell’Imperial College di Londra, è noto come “effetto cocktail party“. È uno dei meccanismi più affascinanti del nostro cervello e oggi voglio spiegarti come applicare questo principio neuroscientifico per emergere dal rumore dei social media.

L’effetto cocktail party: il cervello tra mille voci

L’effetto cocktail party rappresenta la capacità del cervello di focalizzare l’attenzione selettiva su uno stimolo specifico mentre filtra altri stimoli concorrenti. Questa scoperta ha rivelato come il nostro cervello sia in grado di processare simultaneamente diversi flussi di informazione, selezionando attivamente quelli rilevanti.

Sui social media, proprio come a un cocktail party, il nostro cervello deve gestire molteplici flussi di informazione contemporaneamente. E anche lì – come dimostrato dagli studi di neuroimaging – si attivano la corteccia prefrontale e il lobo temporale superiore, come in una festa della vita reale.

Per evitare che i tuoi contenuti siano lo “scarto” della selezione del cervello del tuo pubblico, devi perciò armarti di pazienza e creatività, studiando bene le strategie adeguate per richiamare l’attenzione.

I trigger neurologici dell’attenzione

Gli studi di neuroscienze cognitive hanno identificato diversi trigger che attivano automaticamente la nostra attenzione selettiva:

  • il proprio nome (effetto cocktail party classico);
  • stimoli emotivamente rilevanti;
  • pattern neurolinguistici o visivi inaspettati;
  • informazioni significative.

Se vuoi che i tuoi utenti vengano attratti dai tuoi contenuti, dunque, dovrai stupirli, informarli di notizie strabilianti o comunque molto rilevanti, chiamarli per nome.
Per esempio il pattern interrupt, cioè la tecnica con cui si rompono gli schemi previsti, richiama particolarmente l’attenzione.

Il ritmo neurologico dei contenuti

Gli studi elettroencefalografici hanno rivelato come il cervello elabori le informazioni seguendo ritmi specifici; in particolare, sembra che le onde alfa (8-12 Hz) siano fondamentali per l’attenzione selettiva. 

Per le storie, il cervello necessita di 3-5 secondi di elaborazione; meglio dunque alternare contenuti più complessi a contenuti più semplici. Per quanto riguarda i post, il cervello impiega frazioni di secondi per decidere se si tratti o meno di qualcosa di interessante: per questo tutti gli elementi incisivi devono essere immediati. Lo stesso vale per i reels, che devono avere nei primi 3 secondi i loro elementi più significativi. 

Legame tra emozioni, ricordi e coerenza

Le neuroscienze hanno dimostrato come siamo inclini a formare più facilmente i ricordi nel nostro ippocampo se siamo stimolati da emozioni. Non perdere dunque di vista le emozioni di chi ti segue, la vera ragione per cui deciderà di acquistare da te.

Inoltre, il cervello rifugge ciò che non capisce o che pare poco sicuro, incerto. Mantenere una coerenza riconoscibile nella comunicazione sui social ti aiuterà. Fai storytelling del tuo prodotto o servizio e non tradire mai i tuoi valori.

L’applicazione pratica: dalla teoria alla realtà

Sapevi che il nostro cervello cambia continuamente anche a causa della tecnologia e che le neuroscienze pubblicano ogni giorno ricerche che mettono il luce i nostri funzionamenti più segreti?

Per applicare i principi scientificamente validati alla tua comunicazione sui social non puoi fare da solo/a. Un semplice errore potrebbe farti percepire ridicolo/a dal tuo pubblico e farti perdere credibilità.

Per questo ho creato per te un bundle con due corsi scritti che ti aiuteranno ad analizzare i comportamenti dei tuoi clienti, acquisire tutti gli strumenti per persuaderli e tutte le strategie di vendita integrate che per essere sempre irresistibile. 

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